Articoli
Approfondimenti su fiscalità internazionale, mobilità globale e strategie di pianificazione per trasferimenti di residenza e tutela del patrimonio.
Dal 2026 la tassazione delle criptovalute cambia: l'aliquota sale al 33% e non è prevista alcuna franchigia, mentre parte lo scambio automatico di informazioni (DAC8) e il portafoglio smette di essere opaco. In questa guida parliamo di quanto si paga, quali operazioni sono tassate, come si documenta il costo con il metodo LIFO, come regolarizzare gli anni non dichiarati e molto altro: stablecoin, calcolo di plusvalenze e minusvalenze, staking, trading, NFT, quadro RW, territorialità delle cripto, etc.
«Mi conviene il regime forfettario o l'ordinario?» È la domanda che si fa chiunque stia per aprire una partita IVA (e che dovrebbe farsi ogni anno chi ce l'ha già). La risposta breve è che non esiste una risposta valida per tutti: dipende da quanto si spende davvero, da quale cassa previdenziale si versa e da quante detrazioni si hanno da utilizzare. La risposta lunga è questo articolo.
Il regime forfettario applica un'imposta sostitutiva del 15% — 5% nei primi cinque anni — al posto di IRPEF, IVA e IRAP. Ma non conviene a tutti, né per sempre. Questa guida spiega come funziona davvero il meccanismo di calcolo, quali sono i requisiti aggiornati al 2026, quando il regime ordinario batte il forfettario, e cosa succede quando si lavora con clienti esteri: la parte che quasi nessuno tratta e che è la prima fonte di errori.
La risposta n. 76/2026 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che chi rientra in Italia in una Regione del Sud per beneficiare del regime impatriati al 90% perde il beneficio rafforzato se successivamente trasferisce la residenza in una Regione non agevolata. Secondo l’Agenzia, resta applicabile solo il regime ordinario al 70%, con effetto retroattivo sin dall’anno del rientro.
Regime fiscale territoriale nel 2026: quali Paesi non tassano i redditi esteri? Panama, Paraguay, Singapore, Hong Kong e altre giurisdizioni applicano sistemi territoriali, ma i benefici dipendono dalla corretta residenza fiscale. Ecco cosa valutare prima di pianificare un trasferimento.
Un secondo passaporto offre davvero vantaggi fiscali? Nel 2026 la cittadinanza non determina automaticamente la residenza fiscale, ma può diventare uno strumento strategico nella pianificazione internazionale, se integrato con trasferimento di residenza e struttura patrimoniale coerente.
Cosa succede se due Stati ti considerano fiscalmente residente? Le convenzioni contro le doppie imposizioni prevedono criteri per risolvere il conflitto di residenza, basati su abitazione permanente e centro degli interessi vitali. Ecco come funziona nel 2026 e quali rischi evitare.
Rientro in Italia dopo anni all’estero: cosa succede fiscalmente? Dal momento in cui si riacquista la residenza fiscale italiana si torna alla tassazione mondiale, con obblighi dichiarativi su redditi e investimenti esteri. Ecco cosa valutare prima di rientrare.
Trasferimento di residenza all’estero: quando si perde davvero la residenza fiscale italiana? Nel 2026 iscrizione AIRE e 183 giorni non bastano. Domicilio, centro degli interessi vitali e legami familiari possono determinare la tassazione in Italia anche dopo il trasferimento. Ecco cosa valutare prima di lasciare il Paese.
Regime impatriati 2026: è obbligatoria la laurea oppure l’esperienza professionale può essere sufficiente? Le recenti interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate chiariscono che il requisito di elevata qualificazione può essere soddisfatto anche senza titolo accademico, se l’esperienza è adeguata e pertinente. Ecco cosa cambia e quali aspetti valutare prima del rientro in Italia.









